Biografia di Maria Grazia Alessandrini » Introduzione

Sin da bambina, dimostrava una predisposizione eccezionale per la musica ed in particolare per la lirica; con l’orecchio incollato alla radio (era l’anno 1951 e la televisione non c’era ancora!), seguiva come poteva, con la sua vocina da undicenne, i gorgheggi di Maria Callas e di Renata Tebaldi, i suoi idoli.

Poi la passione per tutti i personaggi da esse interpretati la conquistò completamente: la piccola Butterfly, la mite Mimì, la dolce Liù, la fiera ed eroica Tosca, la forte Aida, l’umile Santuzza… E si drappeggiava con strani paludamenti, copriletti e lenzuola colorate, davanti allo specchio grande della camera dei genitori, dando vita ai suoi sogni di “fanciulla in fiore”.

Infine, la conquista ardua della frequenza al Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano (contro il volere del padre severo!), ma con la complicità della mamma, a soli quindici anni, ed il primo importante debutto, come soprano lirico, nel salone dei Concerti del Conservatorio, interprete di alcune deliziose Bergerettes francesi ed i primi inebrianti applausi.

Ormai era decisa: sì, quella sarebbe stata la sua strada, la sua vita futura; la voce, anno dopo anno, si arricchiva di armonici, il timbro si faceva sempre più corposo e più consistente, merito prima della grande Maria Marcucci, della Scala di Milano, ma soprattutto della eccezionale insegnante privata Maria Battistotti di Trento, colei che ebbe l’onore di sostituire Emma Bellincioni, indisposta, nelle prime recite di Cavalleria Rusticana, diretta da Pietro Mascagni, l’autore.

Il repertorio si faceva sempre più completo: alle eroine già nominate, si aggiunsero Adriana Lecouvreur, Suzel, dall’Amico Fritz, Leonora, dalla Forza del Destino, Elsa, dal Lohengrin, Amelia, dal Ballo in Maschera, ecc… Ed ecco comparire, sulla strada della vita, inatteso, l’amore, con le sembianze di un bel giovane, un vero Principe Azzurro, Ezio, che completò la sua personalità di donna, già molto ricca e sviluppata, a seguito di importanti studi universitari di lingue e lettere, presso l’Ateneo pisano, e l’arrivo, desideratissimo, di uno splendido fiore, la figlia Alessandra. A questo punto, tutto sembrava fermarsi alle gioie impegnative della famiglia: invece no! La testardaggine, la volontà della giovane sposa e madre, ma, in cuor suo, soprattutto Artista con l’A maiuscola, con la mente protesa ai grandi ideali, ebbero il sopravvento.