Biografia di Maria Grazia Alessandrini » Il ritorno al Teatro ad ogni costo

Questa volta come mezzosoprano/contralto, sotto l’abile oculata guida del grande Maestro, il Baritono Toscano Gino Bechi, che fu per lei come un secondo padre, ch’ella ha seguito fino alla sua morte, tanto erano precisi i suoi insegnamenti e le sue eccezionali intuizioni artistiche: l’aveva conosciuto all’Accademia Chigiana di Siena, che frequentò per due anni, dopo aver vinto le borse di studio necessarie.

Quindi i nuovi trionfi: anzitutto come Azucena, dal Trovatore, poi Dalila, poi Carmen, poi ancora Santuzza ed infine la grande Amneris.

Non più, quindi, eroine vittime del fato, ma tremende personalità dominanti, forti e spietate! Ed in ciò si trovava perfettamente a suo agio. La voglia di lottare ad ogni costo, contro tutto e tutti, si era centuplicata così come il desiderio  di non lasciarsi sfuggire nulla e di assaporare tutto ciò che un’Artista può desiderare, poiché dotato di un grande dono dal cielo: una voce stupenda, di cui era completamente padrona, in ogni sua sfaccettatura: quasi tre ottave di estensione, dal Do sotto i righi al Si naturale (quasi  Do) della terza ottava! E la gioia, la gioia immensa - che non si può descrivere se non la si prova - di assaporare spesso l’inebriante estasi della Creazione Artistica interpretativa, quando si avverte, dentro di sé, aleggiare, guidandoci, lo spirito dell’autore dell’opera che si sta interpretando!

Sono sensazioni  irripetibili, uniche, che lasciano il segno in ogni Artista, che si sente elevato quasi al Divino.

Ed è per queste stupende eccezionali  tangibili emozioni, ch’ella ha sempre saputo trasmettere generosamente agli spettatori, sia italiani, che di tutti i paesi europei, ch’ella ha girato, testimone meravigliosa, messaggera umile ma intensa del Bel Canto italiano: in Germania, in Svizzera, in Austria, in Francia, in Spagna, in Iugoslavia, in Grecia, in Romania.

Ed è per queste ragioni ch’ella ha continuato a cantare, fino all’età odierna di quasi settant’anni, ed ha voluto, con questo suo sito, comunicarlo al maggior numero di lettori possibile, affinchè comprendano profondamente la definizione che un giornalista e critico musicale inglese, Longfellow, diede dei cantanti lirici: “Iddio li manda sulla terra, affinchè, con melodie immortali, riconducano l’animo degli uomini a Dio!"